La crisi che stiamo vivendo, lo sappiamo bene, ha delle caratteristiche uniche, almeno per il mondo moderno. Sandro Castaldo, professore all’Università Bocconi, in una sua intervista a Markup ha descritto questo tipo di crisi a V: una veloce decrescita corrisponde a un altrettanto veloce ripresa. La curva a V, insomma, ci fa ipotizzare che la risalita sarà veloce tanto quanto la discesa. Si stima quindi che nel 2022 torneremo a crescere. 

Una crisi unica, ci da anche possibilità uniche?

Un modello di crisi unico che dovremmo studiare per non farci cogliere impreparati qualora dovesse ripresentarsi una situazione uguale o simile, che però ci da anche delle possibilità davvero uniche. A livello politico c’è la possibilità di revisionare il sistema paese, ripensando alle strategie di crescita, all’organizzazione del sistema sanitario e scolastico e agli approvvigionamenti presso altri paesi di dispositivi chiave. E a livello economico?

Quali opportunità per l’e-grocery?

Il mondo del digital è diventato improvvisamente centrale e addirittura indispensabile anche e soprattutto ai non addetti ai lavori. In pochi mesi è accaduta una rivoluzione digitale vera e propria che ha avuto come protagonisti il lavoro agile e l’e-commerce, in alcuni casi l’unico sistema di approvvigionamento di beni di prima necessità e non.

Questa crisi da quindi il via a una riorganizzazione dei sistemi logistici, della supply chain e ovviamente dell’e-grocery, che ha registrato, negli ultimi mesi, una crescita a tre cifre

Sappiamo per certo che, sebbene la crescita esponenziale a cui abbiamo assistito non continuerà per sempre, la spesa online ha comunque acquistato una certa notorietà e in poco tempo è entrata nelle abitudini dei consumatori italiani. La pandemia ha portato anche a nuovi comportamenti di acquisto che prevedono il distanziamento fisico, che, ancora una volta, premia l’online. Un servizio come quello della spesa online, infatti, riduce i rischi di contagio e rappresenterà un vantaggio competitivo importante per ogni player del settore.

Oltre l’e-commerce cosa c’è?

I supermercati non sono chiamati solo a ripensare le modalità di distribuzione, instore e online, ma anche alla forma. Questa crisi ha avuto, infatti, il merito di ridare centralità ai negozi di prossimità. Lo avevano già capito Esselunga e Carrefour, i primi ad aver riportato le botteghe “a marchio” nei centri città. 

Alla luce di tutto quello che è accaduto nei primi mesi del 2020 possiamo affermare con certezza che queste botteghe cresceranno insieme al digital, attivando immediatamente tutte le possibilità offerte dall’omnicanalità di cui abbiamo parlato ampiamente nel nostro blog.